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Sette domande sull’IA (7/7) – Acemoglu: l’IA creerà tanti posti di lavoro quanti ne sostituirà?

Sette domande sull’intelligenza artificiale – 7/7. Con questa puntata si chiude la serie di sette domande sull’IA che l’economista Daron Acemoglu, Institute Professor al MIT, ha pubblicato su X tra fine settembre e inizio ottobre. L’ultima domanda, dell’8 ottobre, è la più vicina al mondo del lavoro: l’IA può creare tanti posti di lavoro quanti ne sostituirà?

La sua risposta è prudente e preoccupata. Secondo Acemoglu, finché l’IA viene sviluppata soprattutto come tecnologia di automazione, è probabile che si perdano più posti di quanti se ne creino. Nel post esamina e respinge quattro argomenti ottimisti: che le nuove tecnologie abbiano sempre creato lavoro, che l’aumento di produttività porti automaticamente occupazione, che serviranno molte persone per addestrare e gestire l’IA, e che l’IA stia già affiancando i lavoratori invece di sostituirli.

Un passaggio riguarda da vicino il nostro settore. Acemoglu cita i tassisti londinesi: la loro conoscenza delle strade, un tempo molto preziosa, è stata resa ordinaria prima dal GPS, che ha permesso ai minicab di svolgere lo stesso lavoro, e poi dagli autisti Uber. In sintesi, scrive, non basta che l’IA renda i lavoratori più produttivi nei compiti che già svolgono.

Acemoglu ritiene comunque che la perdita di posti non sarà rapida, perché la diffusione dell’IA è relativamente lenta, e che esistano politiche in grado di orientare l’IA a favore dei lavoratori.

Di seguito il post originale, in inglese.

I passaggi in italiano sono una sintesi e una traduzione a cura della redazione. Fonte: post di Daron Acemoglu su X, 8 ottobre 2026.

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